INCI cosmetici

Gli ingredienti dei cosmetici

Cosa contengono i cosmetici in commercio? Parliamo dell’INCI.

Per conoscere la composizione di un cosmetico occorre imparare a leggere l’INCI (International Nomenclatre of Cosmetics Ingredients). Esso è, per l’appunto, l’elenco degli ingredienti contenuti in un cosmetico, ordinati in maniera decrescente in base alla loro presenza (in percentuale) all’interno del prodotto cosmetico.

Al momento non esiste una regolamentazione che obblighi i produttori di cosmetici a specificare la quantità dei singoli ingredienti utilizzati. Suddividendo l’INCI in tre parti uguali, però, si può trovare, orientativamente il 90% circa degli ingredienti del cosmetico nella prima parte (generalmente composta da acqua, umettanti, stabilizzanti, emulsionanti ed emollienti); i principi attivi nella seconda parte, che tendenzialmente compongono l’8% circa del prodotto finale; i profumi e i conservanti nella terza parte, per un 2% circa.

Gli ingredienti dei cosmetici più discussi e utilizzati.

Gli ingredienti dei cosmetici sono molteplici, ma di seguito abbiamo deciso di trattare alcuni tra gli ingredienti più discussi e utilizzati presenti nei cosmetici in commercio: i tensioattivi, i siliconi e i parabeni.

 

I tensioattivi

I tensioattivi sono molecole in grado di abbassare la tensione superficiale dell’acqua, cioè quella forza che tiene unite tra loro le molecole d’acqua in superficie. Da questa loro funzione se ne deduce l’origine del loro nome.

I tensioattivi, quindi, sono in grado di emulsionare acqua e grasso (lo sporco), generalmente non miscibili tra loro. Più nel dettaglio, agganciano lo sporco da un lato e l’acqua dall’altro.

Il tensioattivo più naturale di cui disponiamo è il sapone, che può essere d’origine naturale o d’origine sintetica. Pertanto, i tensioattivi sono presenti in tutti i prodotti per la detersione, come i bagnoschiuma, gli shampoo, i saponi liquidi, i detergenti per l’igiene intima, eccetera.

I più discussi tra quelli maggiormente utilizzati nei cosmetici presenti sul mercato sono il sodio laurilsolfato (SLS o Sodium Lauryl Sulfate) e il sodio lauriletere solfato (SLES o Sodium Laureth Sulfate).

Queste due tipologie di tensioattivi hanno il vantaggio di essere altamente biodegradabili e molto sgrassanti ed economici, ma detergono in modo troppo aggressivo. Durante il loro utilizzo, difatti, possono rimuovere il film idroacido-lipidico aumentando, quindi, la permeabilità della pelle. Questo comporta una penetrazione più facile delle sostanze nocive all’interno del nostro organismo.

Per tale ragione, molto spesso, quando tali tensioattivi vengono utilizzati in una formula di un prodotto cosmetico vengono aggiunte anche altre sostanze che ne mitigano l’aggressività.

È importante ricordare che nelle etichette INCI dei cosmetici vengono indicati con il suffisso “th” i tensioattivi di sintesi; con “yl” o “ato”, invece, i tensioattivi vegetali non trattati con prodotti di sintesi.

 

I siliconi

I siliconi sono molecole lipidiche artificiali, non biodegradabili, che necessitano, peraltro, di processi di produzione inquinanti. I siliconi derivano dai silicati (classe di minerali composti prevalentemente da ossigeno e silicio) e si ottengono dalla sabbia o dal quarzo legati con il carbone.

In cosmetica, vengono utilizzati per rendere le creme più spalmabili, gli shampoo più lucidanti, i fondotinta impalpabili e per eliminare “l’effetto bianco” nei deodoranti.

Il problema dei siliconi, oltre a quelli precedentemente enunciati, è che creano una patina occlusiva che ostacola le normali funzioni fisiologiche della pelle.

È possibile individuarli dell’etichetta INCI di un cosmetico grazie alla loro desinenza finale: “-one”, “-thicone” e “-siloxane”.

 

I parabeni

I parabeni sono sostanze utilizzate nei cosmetici come conservanti. Vengono spesso utilizzati anche in alcuni tessuti e medicinali e, talvolta, anche negli alimenti.

Alcune ricerche hanno sollevato il dubbio che possano interferire con il sistema endocrino. In particolare, è emersa una relazione tra l’utilizzo dei parabeni e lo sviluppo del cancro al seno. Leggi l’approfondimento.

Tali sostanze sono ammesse tra gli ingredienti dei cosmetici a patto che non vengano superati determinati quantitativi, stabiliti per legge. Il problema, però, nasce quando ci esponiamo a tali sostanze contenute in prodotti diversi.

Ognuno di noi, difatti, utilizza prodotti diversi nell’arco di un’intera giornata. Pertanto, sommando tutte le fonti di parabeni (e di altre sostanze tossiche) a cui ci esponiamo quotidianamente è praticamente impossibile calcolare l’effettiva quantità di tali ingredienti con cui siamo venuti in contatto.

Vogliamo far notare, per concludere, che in Europa, dopo una consultazione pubblica, non avendo l’industria fornito informazioni a supporto di ISOPROPYLPARABEN, ISOBUTYLPARABEN, PHENYLPARABEN, BENZYLPARABEN, PENTYLPARABEN e non essendo possibile valutare i margini di sicurezza per il loro utilizzo, nell’ottobre 2014 si è deciso di cancellarli dalla lista dei conservanti cosmetici autorizzati.

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